sabato 24 aprile 2010

"Lasciate che i bambini vengano a me" - Rostov VS San Pietro

"Marco se n'è andato e non ritorna più" diceva una grossa poetessa del Novecendo, ma di certo Marco aveva l'occhio lungo quando scrisse
"Lasciate che i bambini vengano a me" (Marco 10,14).
Lasciate è imperativo e si sa che in ambito ecclesiastico gli ordini vengono spesso eseguiti alla perfezione.
Il problema è che vengo da una famiglia comunista, atea, anticlericale nonchè antireligiosa.
Sì, ANTIRELIGIOSA quindi diventa difficile scegliere il proprio destino quando l'età avanza (26 anni suonati e cantati) e il desiderio di paternità fa la sua prepotente comparsa.
Com'è noto i comunisti mangiano i bambini e prendendo ad esempio il compagno Chikatilo (meglio noto come "mostro di Rostov") posso dire con una certa sicurezza che qualora volessi essere politicamente "fedele alla linea", la mia prole avrebbe vita garantita almeno fino all'età di 9 anni per poi diventare l'orrido pasto di qualche tawarish affamato (come il padre).
Dovrei certo accettare la sua trasformazione in meno di un decennio da "frutto dell'amore" a nutrimento per compagni senza obiettare nè tantomeno romanticamente sognare la sua adolescenza, la sua crescita culturale, la sua FORMAZIONE.
E se invece lo mandassi all'azione cattolica?

lunedì 11 gennaio 2010

Vezzeggiamoci / Nomi di Battesimo

Mi son sempre chiesto la reale utilità dei nomi di battesimo.
Provo a spiegarmi.
Quando andiamo a scuola ci chiamano per cognome.
Quando ci fermano i carabinieri ci chiamano per cognome.
Quando abbiamo a che fare con milanesi e simili addirittura al nostro nome di battesimo viene aggiunto l'articolo come se fossimo delle pessime suppellettili in pelle umana (il Dani, la Chiara, la Giorgia, il Roberto...).
Quando saremo personcine importanti addirittura metteran l'articolo davanti al cognome (il Foscolo, il Manzoni, il Pascoli...il Turi).
Quando invece abbiam a che fare con gli affetti (famiglia, amici, amori) entrano in ballo i diminutivi e, soprattutto, i vezzeggiativi.
Tipico dei fidanzamenti, infatti, è l'annullamento totale del nome di persona a favore di squallide denominazioni quali "tesoro", "amore", "gioia" (quando siamo fortunati) piuttosto che "topo", "topone", "coniglietta", "micina", "piccolina", "patata", "ciccino", "cucciolo", "polpettina" et cetera.
Usando il mio nome (Danilo) come esempio (anche se per mia fortuna non ho ricevuto il sacramento del battesimo) si otteranno le seguenti soluzioni:
per i compaesani amici sarà "Danì", per le amiche "Dani", per i calabresi "Dà", per i temerari della linguistica "Danny" e per i vitelloni addirittura "Danilone".
Lo stesso vale naturalmente per i più svariati nomi ("Robertino", "Marione", "Annina" et cetera).
A questo punto mi chiedo: ma Gesù Cristo da bambino lo chiamavano "Gesuino" per farlo sentire amato?
E soprattutto: avete mai pensato che "Gesuino" altro non è che un vezzeggiativo di "Porco Dio"?
I vezzeggiativi ci preparano all'età adulta.

giovedì 7 gennaio 2010

Il punto

Il punto è che mi manca troppo spesso la concentrazione necessaria a far quello che dovrei per aver rispetto di me.
Il punto è che dovrei essere una specie di batterista ma mi manca la concentrazione...poi ho scoperto cosa vuol dire "swinger" in inglese, ho riso grassamente pensando che a me invece fan male i polsi; "troppe seghe" mi dicono dalla regia, io annuisco al limite per la destra ma mi chiedo come mai anche la sinistra sia "solidale", senza cercare abusate metafore politiche da sinistroide che però vota Di Pietro.
Il punto è che "l'oroscopo pronostica sviluppi positivi" ma non l'ho letto ergo posso continuare a lamentarmi dell'andazzo generale in ogni caso, comunque vada, qualunque sia il clima.
Il punto è che se avessi la voce di Sergio Bruni ti farei una serenata, tanto per gradire.
Il punto è che ora ho i capelli come Mal dei Primitives quindi "stasera voglio farti un regalo" anche se dubito che coglierai il penZiero d'amore.
Il punto è un segno d'interpunzione.
Punto.
Il punto è che ho voglia di accendere la televisione.
Punto.

martedì 5 gennaio 2010

Romanticismo Spicciolo

No no no no no, così non va.
Basta basta basta basta basta basta, stop.
Lo so lo so lo so, non c'era da aspettarsi di meglio, non c'era da aspettarsi niente, bisogna gioire di ciò che è stato, quel poco che è stato.
Però però però però però "ci sono occhi che si cercano,
ci sono labbra che si guardano
"...sbagliano sbagliano, cazzo. Sbagliano, abbi fede anche se non hai ricevuto il sacramento del battesimo, sbagliano.
Sì, ok.
Ci sto, pienamente d'accordo.
Ma non si riesce mica a mettere paletti in certe cose (anche se sarebbe giusto), non si può non lasciarsi avvolgere (anche se sarebbe salutare), non si può non salutare (anche se forse...).
Ma...non s'era detto che coerenza e assenza di contraddizione eran le cifre su cui basarsi?
O su cui baciarsi?
Inutile spiegare, chi è ubriacone, tiratardi e mattiniero...dolcissimo e molesto certi problemi non li ha...ma non necessariamente è un cicisbeo.


A Mario, ai cuori balordi (b-anale), a Fiumani.

domenica 8 novembre 2009

Racconto inedito - "METTiNe POCa CHe QUESTa T' SPACCA"


























Prima parte di un racconto inedito sugli usi e i costumi delle popolazioni appenniniche lucane degli anni '90, ultimo baluardo di resistenza all'incombente rivoluzione politico-tecnologica del nuovo millennio.
"METTiNe POCa CHe QUESTa T' SPACCA" è solo un capitolo di un saggio di sociologia inedito ritrovato qualche mese fa da due giovani ricercatori in un archivio dimenticato .
E' un regalo che il Capitano fa ai lettori del Socialismo Surreale come dimostrazione di profonda stima ed eterna riconoscenza.

"Era la solita grigia mattinata di fine settembre e Vito Donato camminava tranquillo lungo il viale d'uscita della stazione, ubriaco di sonno e puzzolente di Chesterfield e Calabro Lucana. Arrivato al passaggio a livello calpestò ripetutamente la sigaretta appena fumata e iniziò la salita in direzione della scuola. Notò come sempre le grandi mammelle della cassiera della sala giochi lì vicino che in cambio di soldi ti dava ormoni e gettoni e sorrise compiaciuto, anche se non l'aveva mai toccata.
Arrivato finalmente al portone della scuola capì che era il momento di svegliarsi definitivamente perchè c'era da capire in quale nuova aula fosse la III B dato che in quella "scuola di merda che cadeva a pezzi, il preside ogni anno cambiava le aule e le sezioni perchè non aveva un cazzo da fare".
Qualche metro dentro la scuola (un istituto tecnico) Vito Donato vide Francesco, amico fraterno, ripetente anch'egli (come del resto altri 7 oltre a loro su un totale di 26 alunni).
"Guarda che quest'anno ci hanno messo al secondo piano, è una classe assurda...c'ha tre entrate e il terrazzo!"
Salirono le scale incuriositi, arrivati al secondo piano si guardarono intorno, uno a destra e uno a sinistra, riconobbero poi Nicola (altro alunno "d'esperienza") sulla soglia di un'aula e ci si avvicinarono rapidamente.
Optarono subito per i posti migliori, ultime file, unico reale privilegio degli studenti pendolari che arrivavano a scuola con almeno mezzora d'anticipo.
Dopo la prima soporifera ora d'inglese, nelle ultime file c'era chi pensava al bel culo di Angela
(l' unica ragazza della sezione B che frequentava la seconda e anche la meno brutta tra le sette ragazze che c'erano a scuola) e meditava di farsi bocciare ancora una volta pur di tenerla con lui all'ultimo banco, chi sbadigliava, chi dormiva e chi controllava quanto fosse stata generosa la mamma aprendo lentamente il panino portato da casa, come un consumato giocatore di poker con l'ultima carta.
Ma non solo."
FINE PRIMA PARTE

lunedì 17 agosto 2009

Il cittadino si ribella - Turi VS Prevert















"I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore"
Jacques Prevert


A parte che non mi piacciono i poeti, a parte che per essere "altrove molto più lontano della notte molto più in alto del giorno" ci vogliono i soldi, a parte che nel mio paese c'è una scalinata che si chiama "Vico dell'Amore" e io ho sempre pensato che alla base delle scale ci dovrebbero stare delle coppie che praticano petting moderato a turni della durata di 3 o 4 ore h24 per 365 giorni all'anno (retribuite dall' Amministrazione Comunale)...vorrei ricordare al Signor Prevert che "i passanti che passano li segnano a dito" perchè abitano nella zona dove i ragazzi si amano e si sono rotti i coglioni di rincasare trovando un tappeto di condoms e fazzoletti di carta usati, cazzo.
Andate ad amarvi sotto casa vostra.

domenica 9 agosto 2009

EXTRA - Bisogna schierarsi

Un tipo come me, 30 anni fa sarebbe stato definito semplicemente EXTRAPARLAMENTARE.
Le cose son cambiate.
Magari in piena incazzatura adolescenziale avrei accettato (con orgoglio) questa definizione, ora NO.
Sicuramente son EXTRALARGE ma anche EXTRACOMUNITARIO dato che non appartengo ad alcuna comunità.
Mentre i "gggiovani" della mia generazione d'inverno ascoltano i concerti dei gruppi alternative nei localini delle più disparate città universitarie e protestano contro l'ineluttabile demolizione della scuola pubblica predicando da Tupamaros e agendo da Boy-Scouts, io passo le mie serate al bar in paese ubriacandomi con i rumeni e assaggiando le prelibatezze della loro terra nonchè bestemmiando a intervalli regolari e facendo cenni d'intesa ai miei compagni di sbronze al passaggio di qualsivoglia donna pa(l)pabile.

Ma non è finita...

Quando finisce l'inverno son solito partire alla volta delle suddette città (Roma su tutte) al fine di SENTIRE qualche concerto snob, demodè, costoso, insomma...splendido.
Poi mi reco nei posti "gggiovani", spendo un capitale per una sbronza mentre i ragazzi vomitano, collassano, flirtano, litigano e di solito han bevuto moooooooolto meno di me.

Scopro poi di avere un Angelo custode, ballo in equilibrio su lame di zucchero un tango parigino con un essere meraviglioso, torno mesto in paese, organizzo cene che puzzano di cirrosi nella mia mansarda, frequento talvolta feste e festini gggiovani a base etilica osservando lingue qua e là, parlo del sudamerica socialista con un vecchio freak pensionato semibugiardo e logorroico fino all'alba, soffro di mal di schiena, piscio sugli slogan, passo forse per ricchione (che è diverso da gay) perchè son convinto che qualche donna abbia un cervello e che si possa sentire la mancanza anche di un uomo, mi rompo i coglioni, sudo, non di rado non mi rado, faccio l'amore (spesso non corrisposto) con una batteria, cammino di notte, dormo di giorno, raccolgo con devozione tutte le stronzate e gli aneddoti possibili e alla fine scopro che c'è qualcuno che ha la vita talmente vuota da leggere queste stronzate.

EXTRALARGE ?
EXTRAPARLAMENTARE ?
EXTRACOMUNITARIO ?


CHIEDO ASILO...

EXTRATERRESTRE
, cazzo.

P.S.: la vita ve la posson riempire i C.S.I., ma solo per 7 minuti e mezzo con "Buon anno ragazzi"